B. Sanguineti

B. Sanguineti by Mario Rocca

Il primo periodo di Sanguineti è astratto, quasi geometrico. Passa poi ad una figurazione più realistica, connotata strutturalmente. Segue un periodo di vuoto. Un vuoto esistenziale di certezze.

Una ricerca interiore coinvolge il suo essere.

Quando ritorna al quadro tutto è diverso. La realtà che lo circonda, la presenza del mondo e delle cose vicine lo coinvolgono. Non può far altro che dipingerle.


Sanguineti non cerca il simbolo, né tanto meno l’effetto esteriore.


La sua personalità lo porta alla ricerca del flusso vitale che vede e sente. Ciò lo conduce a riutilizzare una tecnica passata, l’impressionismo, che gli permette di costruire il quadro pennellata dopo pennellata, istante dopo istante.

Tutto ciò diventa peccato tremendo per le catalogazioni, per gli storici, che perdono il filo e allora usano la matita rossa.


Critici, pittori amici gli voltano le spalle. Non è più l’innovatore, non è più sulle barricate dettate dal mondo dell’arte contemporanea. Però le barricate sono solo linee fragili, possono dare una effimera sicurezza, ma spesso non permettono di vedere oltre.

Si dice leggere un quadro e per questo si intende andare a ricercare i vari influssi che il pittore ha avuto, e quindi darne il giudizio. E’ dell’uomo cercare sicurezze, quindi creare divisioni tra bene e male, tra bello e brutto, tra bianco e nero, senza capire che per far ciò bisogna tracciare una linea di divisione, quasi sempre culturale. Non sta scritto da nessuna parte che quella sia la linea giusta.


Sanguineti, profondo conoscitore di tutte le tendenze, di tutti i movimenti nuovi e vecchi, ha dentro di sé una spaccatura in termini razionali. Ma la vita non ha la razionalità dell’uomo. La vita ha i suoi percorsi. Lui ha sempre dipinto ciò che aveva dentro, non gli importava di non essere rettilineo, lui doveva seguire il flusso del suo pensiero, della sua emozione.


Il simbolo è significato chiuso. La vita è sempre aperta. Il simbolo non ha tempo. L’attimo in cui viviamo scorre, non si riesce a bloccare come l’emozione; puoi cercare di fermarla, però non c’è parola, né colore, né suono che possa arrestarla. Sanguineti sente questa realtà, ne subisce il fascino, ne cerca l’identità e cerca di dipingerla, ma essa fugge. Lontano dall’esteriorità cerca lo spirito, il flusso continuo, il mistero che emana dalle cose. Trova nella luce l’appiglio che permette di esternare e rendere visibile tutto ciò.


Guardando i suoi lavori fatti in precedenza, senza cadere in catalogazioni, si può capire che questa luce che lui trova, questa “momentaneità” è sempre stata presente nel suo lavoro. La vita di un uomo è fatta di attimi, ma alla fine è un sentiero che percorre, per quanto tumultuoso e pieno di curve ha nel suo divenire una direzione. Sanguineti per tutta la sua vita ha tracciato il suo sentiero fatto di emozioni. Lo ha seguito con razionalità e partecipazione assolute. Con i suoi dipinti porta anche noi all’interno di questo percorso intimo e sensibile.

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