Ugolini

Vittorio Ugolini, brevi note biografiche

Nato a Bologna, Vittorio Ugolini (Bologna, 15/11/1918 – Chiavari, 22/04/2006) visse per un periodo a Milano, prima di trasferirsi a Chiavari (Genova), dove svolse la sua attività artistica e di insegnamento. Nel 1927 iniziò a frequentare la bottega di Sfondrini, pittore e decoratore locale. Nel 1939 si iscrisse al corso di disegno presso la Scuola del Castello Sforzesco di Milano e, successivamente, tra il 1940 e il 1942, frequentò l’Accademia di Brera. 

Nel 1953, insieme agli artisti liguri L. Sturla, B. Sanguineti e R. Costa, fondò a Chiavari il “Gruppo del Golfo”. Nel 1954  essi aderirono al  Movimento per l’Arte Concreta (MAC), fondato nel 1948 a Milano da A. Soldati, B. Munari, G. Dorfles e G. Monet, e in questa veste parteciparono all’esposizione presso la Galleria B24 di Milano, riproposta a Genova, presso la Galleria S. Matteo, col titolo “Giovani pittori del Gruppo del Golfo”.

 Dal 1953 al 1979 fu docente di disegno professionale e tecniche pittoriche presso l’Istituto Statale d’Arte di Chiavari. Nel contempo proseguì la sua ricerca artistica, contraddistinta dal suo carattere schivo, non portato a esporsi spesso in pubblico, ma sempre presente ad ogni evento.

 Nel 1954 partecipò al Premio Marzotto a Roma; nel 1966 vinse il Premio della Camera di Commercio, nel 1968 il Premio Bogliasco e nel 1986 gli venne assegnato il Premio Turio-Copello. In questo periodo partecipò pure a numerose collettive per la pittura informale (a Torino, Genova e Roma) e alle mostre dei pittori liguri (a Berlino, Monaco e Odessa).

In sintonia con le teorizzazioni elaborate all’interno del MAC, Ugolini sviluppò, pur senza abbandonare del tutto la figurazione, uno stile votato alla sintesi geometrica, privilegiando un asse di ricerca caratterizzato dall’uso del colore puro per creare effetti spaziali e luminosi senza il ricorso ai mezzi tradizionali del chiaroscuro e della prospettiva. I suoi dipinti sono sempre caratterizzati da un’intensa luminosità generata anche dalla dialettica tra la superficie del supporto lasciata parzialmente in vista ed il colore steso a campiture.

Nelle opere più tarde Ugolini allentò la definizione geometrica per assumere un approccio Informale, con pennellata più libere che tuttavia facevano ancora emergere embrioni di figure.

La carriera di Vittorio Ugolini si è svolta nel segno di una certa ritrosia, con poche mostre personali. Fondamentale l’antologica alla galleria Poliedro di Genova nel 2002.

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